STORIA

Emilia Fincato aprì la tabaccheria nel 1932. Al piano terra sigarette sciolte, trinciati e Toscani. Al primo piano la sartoria del marito Carmelo. I nipoti Fausto Fincato e Bruno Baggio iniziarono a gestirla negli anni '60, fino a trasformarla in uno dei punti di riferimento per gli appassionati di pipa di Roma. Nel 1971 la sartoria divenne il salotto dove clienti come Sandro Pertini potevano fumare in libertà, dove giovani appassionati frequentavano corsi per imparare a fumare e conoscere la pipa. Nel 2001 Fincato inaugurò "La Casa del Habano", la prima in Italia, spazio dedicato agli Habanos di Cuba. Emiliano Fincato, terza generazione, dagli anni '90 collabora con il padre Fausto alla gestione dell'azienda.

Oggi, Fincato - La Casa del Habano, è un negozio storico di Roma, un marchio, riferimento per gli appassionati di fumo lento. Visitare la tabaccheria Fincato significa intraprendere un viaggio nel mondo della pipa e del sigaro. Pipe di radica delle migliori marche, pipe di schiuma di produzione attuale e d'epoca, sigari cubani, sigari toscani, miscele di tabacco, accendini, tagliasigari, scatole portasigari ed altri accessori. Fincato significa esperienza, mestiere, passione per il tabacco ed i suoi strumenti, per il fumo e le sue curve, i giochi che ispira.


LA CASA DEL HABANO DI FAUSTO FINCATO

A metà dell'Ottocento, Karl Marx scriveva al suo amico e sodale Friedrich Engels: "Solo il sigaro fa di un capitalista un essere civilizzato". E' probabile che in quel momento il filosofo di Treviri celiasse, ma è notorio lippis et tonsoribus che egli era un appassionato fumatore di sigari, in particolare dei costosissimi cubani, già a quel tempo noti per essere i migliori al mondo. Adesso gli Avana, i mitici puros prodotti nella Vuelta Abajo, cari a Marx come a Churchill, ad Al Capone come a Orson Welles, a Hemingway come a Juan di Borbone, l'attuale re di Spagna, sono arrivati - è questa la notizia - a Roma per prendere dimora stabile in via della Colonna Antonina, presso il negozio di Fincato, il più rinomato "salotto da fumo" italiano.

Va detto che Fausto Fincato, un veneto romanizzato animato da un tenace spirito imprenditoriale, già affermatosi da noi come geniale venditore di pipe, covava da lunga pezza nella mente l'avventura cubana. Capiva, Fincato, che tra pipa e sigaro il passo è in teoria breve, ma può diventare spropositato se non compiuto a tempo e luogo. Il tempo è venuto, sospinto dal rapinoso trend giovanile per il sigaro. Il luogo, Fincato, se l'è procurato alla sua maniera, edificando al piano superiore della sua "bottega" una sala-humidor di rara bellezza in cui buongusto, tecnologie avanzate ed efficienza artigianale si alleano al servizio del cliente. E' così che in piazza Colonna, nell'anno del Giubileo, il primo del nuovo secolo, accanto al celebrato fumoir dei più scelti pipaiuoli, è nata la Casa del Habano. Questa della casa del Habano è un'iziativa della Habanos S.A., l'ente statale che a Cuba sovrintende alla produzione, alla promozione e al commercio dei sigari locali.

Tenuto conto che la produzione annua dei sigari cubani si attesta sui 150 milioni di pezzi, si comprenderà la necessità per la Habanos S.A. di creare nel mondo una rete di punti vendita che assicuri un adeguato servizio per i consumatori a seconda dei loro gusti e preferenze. La Casa del Habano garantisce infatti al degustatore di Cohiba Esplendidos di trovare in ogni momento il sigaro che predilige. Altrettanto dicasi per gli amanti dei Montecristo n. 1, dei Bolivar Belicosos, dei Partagas Lusitania e così via.

La Casa del Habano di Fincato a Roma, dopo quelle di Londra, Ginevra e Parigi, viene pertanto a colmare un vuoto. Anche in considerazione della crescente richiesta dei puros nel nostro paese. Gli esperti non considerano infatti lontano il traguardo dei 3-5 milioni di pezzi venduti ogni anno nella nostra penisola. Occorre inoltre tenere presente che i preziosi puros costituiscono il maggior vanto dell'economia cubana. Questo per dire che mentre lo zucchero di Cuba, al pari delle banane, delle arance e dei pompelmi, può trovare concorrenti in qualche parte dell'orbe terracqueo, i sigari prodotti nei quarantamila ettari della Vuelta Abajo, quelli proprio non ammettono né conoscono rivali.

Per la repubblica di Fidel Castro, ora che il governo torna a rivolgere il suo interesse al mondo dei piaceri capitalistici, il primato globale nel settore dei sigari diviene dunque una questione di assoluto prestigio oltreché di sopravvivenza. Da qui si origina il progetto volto a creare una rete di Casas del Habano, secondo i principi e i criteri della vendita in franchising già adottati con enorme successo in altri settori merceologici.

La Casa del Habano sorta in via della Colonna Antonina rientra in questa forma di "affiliazione commerciale" sulla base di un accordo stipulato con la Habanos S.A. che ha consentito alla ditta romana di ricreare nel centro storico di Roma un angolo delizioso e prezioso (guardare per credere) della grande isola antillana. Qui, tra gli humidors più perfezionati e le ventanas de vitrales ispirate al gusto caraibico, i cultori del ramo potranno trovare, scegliere e conservare, negli appositi lockers personalizzati ( 68%-70% di umidità, temperatura di 18-20 gradi), i puros di loro gradimento.

E se vorranno, potranno, in un ambiente ideale, fumare in santa pace il loro ottimo sigaro, accompagnandolo magari al sorseggio di un rum, di un cognac o di un whisky d'annata. A piacere, naturalmente. Il che non guasta. I gourmets più sperimentati sanno infatti (e Karl Marx non l'ignorava) che Dio li fa (i piaceri) e poi li accoppia. Finalmente, a compimento di lunghi e accurati lavori, venerdì 28 gennaio il nuovo tempio ha aperto i battenti alla ressa festosa dei visitatori e soprattutto dei "devoti del puro". Vecchi e nuovi amici di casa Fincato si sono affollati nei nuovi locali del primo piano di via della Colonna Antonina, già ritrovo molto esclusivo degli amanti della pipa, per una inaugurazione volta a estendere l'antico privilegio anche agli appassionati dei sigari cubani, unendo gli uni e gli altri in un fraterno abbraccio all'insegna della fumatoria trasgressione.

L'Ambasciatore di Cuba presso il Quirinale è stato tra i primi ad arrivare. Alla festa erano presenti anche diversi esponenti cubani della produzione e del commercio dei sigari, tra cui i signori Delgado e Aguilera, che hanno fraternizzato con il companero Fausto Bertinotti, lui gran fumatore di toscani, che era scortato dal direttore di "Liberazione", Sandro Curzi.

Non c'è festa senza champagne (specie dove si fumino gli avana, come Churchill insegnava), e alla festa di Fincato di champagne, della miglior marca, ne è corso a fiumi. Tanto che alla fine, Sandro Curzi, da sempre devoto della pipa, si è indotto a tirare alcune timide boccate da un puro offerto dalla ditta. Non è stato il solo. Certo gli impianti di depurazione e condizionamento dell'aria sono stati messi a dura prova dalla fitta nebbia dei tabacos bruciati. Qualche signora è dovuta uscire all'aperto, nella mite notte romana, per una boccata d'aria. Ma questo si capisce: che festa sarebbe stata senza i comprensibili eccessi? E, soprattutto, senza qualche lacrima?

Ora la festa dei sigari continua, ogni giorno.

Fulvio Stinchelli

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